Enrico Bertolino Al Teatro Tenda
reportage di Davide De Bortoli dell' esilarante spettacolo del 3 agosto
Per la calda serata di martedì 3 agosto, il Venice Casinò ha scelto Enrico Bertolino, ospite al Teatro Tenda della sede di Cà Noghera.
Qualche minuto di ritardo non guasta la freschezza della sua esibizione che conquista il pubblico con gag a tutto spiano. Il cabarettista non risparmia nessuno e parte mettendo in spietata evidenza vizi e difetti della classe politica e dei suoi rappresentanti più celebri. La sua è una carrellata democratica che abbraccia tutti i protagonisti dell\'arco istituzionale per poi dedicarsi ad un altro dei sui cavalli di battaglia: contrasti e luoghi comuni dell\'italiano medio, colto in casa e in vacanza mentre non smetisce abitudini e atteggiamenti ormai bollati come \"made in Italy\".
Sale sul palco annunciato dagli stacchetti musicali \"minchiate\" del \"Power trio\" composto da Mario Guarnera, Antonella Mazza e Piero Guerrera ( tastiere, basso e batteria). Jeans, camicia verdolina, il comico è un inarrestabile fiume in piena, parte dal nuovo che avanza in politica, di cui restitusce una satira legata all\'attualità: \"il nuovo con quello che è avanzato\", ovvero i socialisti del venezianissimo Gianni De Michelis per poi dedicarsi al Silvio nazionale e alla Casa delle Libertà: \" E\' un grande, uno che riesce a vendere il Paese e pure una villa a Putin\". A renderlo triste invece è la condizione di Bossi \"perchè senza di lui i comici hanno perso un riferimento. Ai congressi della Lega i cabarettisti erano sempre in prima fila, a prendere appunti.\" Applausi a scena aperta anche per i fedelissimi del Carroccio: Maroni tiene alta la moda italiana e Calderoli è un birraio tedesco malato. La risata è contagiosa anche per i leader della sinistra, da Prodi \"che assomiglia a braccobaldo\" a Follini \"una lampadina che serve per non tenere il governo al buio\", passando poi a Bertinotti \"comunista dalla erre moscia che sembra un Agnelli messo a sinistra per espiare\", senza trascurare Rutelli \" che si specchia sui vetri delle macchine per vedere qual\'è il profilo (destra -snistra) con cui è meglio dire no\", mentre tutti gli altri della coalizione \"stanno a guardare il governo come la famiglia Addams\". E dopo aver scandagliato il panorama politico del Paese l\'analisi si sposta rapida sugli italiani, con il caustico cabarettista che fotografa baldanzosi mariti colti nella classica situation-comedy della moglie in vacanza, ma anche il suo contrario con le vacanze passate a immergersi sul mar Rosso e le mogli in spaggia con gli animatori, l\'uso sprositato delle desinenze -es o -os di quelli che pensano di parlare spagnolo aggiungendole alla paralata dialettale, il menage della vita di coppia fatta di pigiami in acrilico e maschere antirughe, la Milano da bere che diventa una Milano stressata, il muratore bergamasco. Un\' ora e mezza di spettacolo che è volata con la matrice dialettale a legare il meglio del repertorio beroliniano che spazia da una critica pungente e dissacrante della politica a una più popolare e goliardica, con una strizzata d\'occhio verso lo spettatore.
Davide De Bortoli
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